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Qual’è la vostra attività principale?
Siamo una società farmaceutica. I nostri principali settori di ricerca sono
HIV, oncologia, ipertensione e cardiologia.
Si tratta di uno stabilimento di ricerca?
No, qui svolgiamo tutti lavoro d’ufficio. In questo stabilimento della Bristol-Myers
Squibb non viene svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo, questa è
la sede dello United States Pharmaceutical Group. Siamo l’unico ufficio di
vendita e marketing nel Paese e dedichiamo la nostra attività di vendita
e marketing alla promozione dei farmaci con prescrizione medica, non di quelli di
automedicazione.
Come è strutturato lo stabilimento,
logisticamente parlando?
Qui lavorano circa 2.000 dipendenti, lo stabilimento è composto da tre edifici
di cinque piani ciascuno.
Quali sono le sue esperienze, le
sue attività precedenti?
Prima di venire qui ho lavorato nel settore alberghiero per cinque anni come dirigente.
Ora sono alla Bristol-Myers da 12 anni, e sono sempre stato responsabile della sicurezza,
dal momento che mi occupo della Logistica, che comprende anche la sicurezza e la
manutenzione ordinaria. I due reparti contano un totale di 70 dipendenti, di cui
20 guardie di sicurezza, che provvedono alla tutela della sicurezza fisica degli
impianti. La loro attività viene anche chiamata gestione del corpo di guardia.
Che tipo di attività svolge nelle
sue normali giornate lavorative?
Beh, direi che il 90% dei miei incarichi sono di natura amministrativa. Comprendono
l’indagine sugli eventuali incidenti e i conseguenti follow-up dei rapporti
preliminari con le guardie. Ci occupiamo anche della sovrintendenza degli impianti,
valutando i sistemi di sicurezza presenti negli edifici, elaborando suggerimenti
sugli eventuali miglioramenti e riparazioni da effettuare.
Il vostro impianto è piuttosto grande.
Quali sono i problemi da affrontare, in
questo senso, in termini di sicurezza?
Abbiamo subito qualche piccolo furto, ma niente di più, grazie al buon servizio
di sicurezza che siamo di cui disponiamo e anche alla buona organizzazione dei giri
di ispezione. Un incidente che abbiamo avuto è stato l’allarme per
la sospetta presenza di una bomba. Non abbiamo trovato nulla, ma abbiamo perquisito
la zona con i cani, e l’intero edificio è stato evacuato. La segnalazione
ci è giunta a metà pomeriggio, per cui nessuno è stato lasciato
rientrare nell’edificio fino al giorno seguente. Quello è stato un
incidente di rilievo, una cosa che in 12 anni non aveva precedenti.
Quando ha conosciuto
TimeKeeping Systems?
Utilizziamo i prodotti di TimeKeeping Systems da circa 10 anni, e abbiamo fatto
questa scelta alla luce degli ottimi risultati avuti in passato. Poi volevamo mantenerci
al passo con i tempi anche tecnologicamente. Abbiamo iniziato usando uno dei vostri
lettori di codici a barre per i controlli di ronda. Poi siamo passati al vostro
lettore EZBarcode Reader, che abbiamo montato su una porta, per passare infine a
THE PIPE.
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In che modo utilizzate il sistema GUARD1?
Usiamo abitualmente i pulsanti, ne abbiamo installati almeno 150, tra gli edifici
e l’esterno, visto che l’intera struttura è distribuita su una
zona molto ampia. Le guardie si servono dei pulsanti ovunque si trovino. Nell’intero
impianto disponiamo di un totale di tre PIPE. Vi sono due guardie interne, che sono
di ronda per la maggior parte del tempo, portando con sé un PIPE. Le altre
guardie sono dislocate in varie postazioni. L’ultimo PIPE viene usato all’esterno.
Come trovate THE PIPE?
Ne siamo molto soddisfatti, THE PIPE sta svolgendo
un ottimo lavoro. Di mi piacciono la resistenza e il modo in cui è costruito,
anche solo per il fatto che è comodissimo da tenere in mano. In questo modo
si riducono di parecchio le possibilità di danni. Trovo che sia fantastico!
Le guardie preferiscono questo modello per il suo stile, e perché lo possono
tenere comodamente in tasca.
A che genere di danni è soggetto THE PIPE?
Devo dire che in generale THE PIPE non è soggetto
ad alcun tipo di danno. Probabilmente è stato esposto a maggiori danni il
lettore EZBarcode che avevamo installato sulla porta. Cadeva a terra molto spesso,
scheggiando o rompendo il vetro del sensore, per cui avevamo frequenti periodi di
inattività per le riparazioni. È anche per questo che siamo passati
a THE PIPE. Volevamo dei lettori che potessero essere
più spesso in uso sul campo che in riparazione. Non si trattava del prodotto
in sé, quanto del fatto che cadeva spesso. THE
PIPE invece è un pezzo unico, e ha una resistente impugnatura vinilica. Anche
le batterie costituivano un problema, in quanto andavano ricaricate. Rimanendo troppo
a lungo o troppo poco in ricarica, si scaricavano in servizio. Di THE
PIPE apprezziamo il fatto che non ci sia bisogno di ricaricare le batterie, e anche
la facilità con cui consente di organizzare e mettere in funzione un giro
di ispezione. Con il vecchio sistema eravamo costretti a stampare i codici a barre,
rivestirli con un’apposita lamina ed applicarli alle pareti. GUARD1
invece ci permette di programmare semplicemente i pulsanti, e ciò rende tutto
molto più facile.
Le vostre ronde coprono tutte le
aree da controllare?
Sì, eseguiamo le ronde in tutti e cinque i piani dei tre edifici. Per completare
il giro di ispezione di un edificio ci vuole all’incirca un’ora.
Vi è un orario specifico in cui
eseguire i giri di ispezione?
I giri di ispezione non sono programmati con un orario specifico, non ho fiducia
in questo genere di cose. Una cosa da non fare è proprio quella di stabilire
un orario. Abbiamo un sistema di massima che le guardie dovrebbero seguire, ma cerchiamo
di non farlo conoscere a nessuno. In questo modo nessuno sa a che ora passerà
la prossima guardia. Se le guardie eseguono le ronde a orari regolari, la gente
se ne accorge, e questo è il modo migliore per avere problemi.
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