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Cominciamo con un po’ di storia della società…
Il 27 settembre 1942, la Radio Corporation of America Laboratories, RCA, ha aperto la sua nuova sede centrale a Princeton, NJ. Nel 1951 le è stato cambiato il nome in onore del Generale David Sarnoff, presidente della RCA. Era un emigrante russo che ha lavorato sodo per avere successo. Ha iniziato nel 1917 come dirigente di un reparto commerciale. Nel 1920 suggerì al vice-presidente l’idea della "radio music box", che indicava un modo economicamente vantaggioso di usare la radio come mezzo di comunicazione di massa per le famiglie. Grazie all’emergere delle nuove tecnologie la sua idea fu approvata, e la prima trasmissione in radiodiffusione, avvenuta nel 1921, contò oltre 300.000 ascoltatori. Sarnoff fu quindi promosso vice-direttore generale. La radiodiffusione a quel tempo rappresentava il 75% dei profitti della RCA. Sarnoff portò avanti la sua impresa alla guida dei migliori tecnici radio disponibili, della maggiore casa di intrattenimento radiofonico al mondo e di un gran numero di rivenditori e distributori.
Qual’è la “politica Sarnoff”?
È un modo di creare valore per i nostri clienti, i nostri azionisti e i nostri dipendenti. Si basa sulla filosofia di Sarnoff di “cambiare il mondo con la tecnologia”. Si tratta di un’organizzazione unica nel suo genere, profondamente radicata nella storia della tecnologia radiofonica e televisiva. Stiamo entrando nel futuro con l’HDTV (High Definition TV, televisione ad alta definizione), la tecnologia video e società secondarie operanti in altri campi. Oggi siamo un’azienda polivalente, attiva in svariati settori, dalla tecnologia alla biofarmaceutica. Svolgiamo anche lavori specializzati per il Governo.
Ditemi qualche cosa di più sullo stabilimento.
Nel nostro stabilimento vi sono quotidianamente circa 900 dipendenti, e intorno a 1.110-1.300 visitatori ogni al mese. Abbiamo una struttura aperta con un edificio a tre piani e altri cinque edifici minori. Un edificio, chiamato High Tech, è uno stabilimento di produzione. Operiamo nell’elettronica, nella tecnologia biomedica e nell’informatica, e tutto ciò richiede un’intensa attività ingegneristica e di progettazione. Sviluppiamo inoltre prodotti e soluzioni per i grandi dell’industria elettronica e disponiamo di laboratori con sostanze chimiche conformi alle norme OSHA.
Qual’è il principale problema da affrontare,
in questo senso, in termini di sicurezza?
Quello che ci preoccupa di più è certamente il controllo degli accessi, visto il gran numero di dipendenti e di visitatori che abbiamo. Abbiamo delle schede magnetiche che consentono l’accesso all’edificio, e le dobbiamo attivare e disattivare regolarmente per la rotazione dei dipendenti e per i visitatori. Attiviamo circa 40 nuove schede al mese, e gran parte di queste sono destinate a dipendenti temporanei, per cui devono anche essere disattivate in breve tempo. Un problema che abbiamo a volte è quando viene sostituito un autista o un camionista, e il sostituto non ha la propria scheda identificativa: in tal caso gli viene negato l’accesso e chiamano il nostro reparto per risolvere la questione.
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Altri problemi sono quelli più tipici in materia di sicurezza, quali perdite di acqua o di gas e simili. Siamo i primi ad essere chiamati anche in caso di disattivazione di un allarme. I problemi che affrontiamo invece nei week-end riguardano prevalentemente gli impianti, e sono ad esempio le mancanze di corrente e le perdite. Basti pensare che, in mancanza di corrente, alcuni laboratori potrebbero subire perdite anche per un valore di $ 50.000, per cui ci teniamo sempre pronti a reagire tempestivamente.
Come vengono eseguite le ronde?
Il reparto conta 12 guardie, e attualmente disponiamo di un PIPE. Abbiamo due giri di ispezione distinti, uno esterno e uno interno. Un tempo avevamo istituito tre giri di ispezione, ma l’acquisto di GUARD1 ci ha consentito una riorganizzazione delle ronde che semplificasse le cose. I giri di ispezione vengono eseguiti circa ogni due ore, al di fuori dei normali orari lavorativi: hanno inizio quotidianamente alle 19.00 e vengono eseguiti per tutta la giornata durante i week-end. Garantiamo comunque la nostra presenza per 24 ore al giorno, sette giorni su sette.
La ronda interna viene eseguita a piedi, quella esterna invece è a piedi e mobile. Un giro di ispezione richiede all’incirca due ore. Abbiamo 25 pulsanti all’esterno e 25 pulsanti all’interno, installati in vari punti. Le guardie non si limitano però ad attivare i pulsanti: se così fosse, un giro di ispezione durerebbe molto meno, ma noi desideriamo che controllino accuratamente ogni cosa.
Che pensate dei rapporti?
Ci piacciono davvero molto. Li stampiamo ogni due settimane circa e ce ne serviamo per verificare l’eventuale presenza di problemi e per assicurarci che le guardie controllino tutti i punti previsti. THE
PIPE ci facilita molto le cose: tutto quello che dobbiamo fare è fare il giro dei pulsanti, caricare il rapporto e stampare.
THE
PIPE ha cambiato il modo in cui le
guardie
effettuano le ronde? E se sì, in che modo?
Dalle guardie ho sentito solo pareri positivi in merito a THE
PIPE. Il nostro vecchio sistema era scomodo e difficile da usare. Era in plastica rigida, senza una buona impugnatura, per cui cadeva spesso, richiedendo frequenti riparazioni, anche piuttosto costose. Anche le batterie si scaricavano spesso, dandoci dei problemi. Con THE
PIPE invece non ho nemmeno bisogno di ricordare alle guardie di portarlo con sé. A loro piace la forma più sottile e più pratica. Volevamo una maggiore affidabilità sul campo, ed è ciò che abbiamo ottenuto: grazie a THE
PIPE non abbiamo più avuto problemi.
È uno strumento molto sicuro e affidabile e le guardie ne sono veramente soddisfatte: portare THE
PIPE con sé non è più un lavoro, ma un piacere, e per questo lo apprezziamo tutti quanti!
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